Quanto lo vuoi davvero?

 

Quanto vuoi davvero
quello che dici di volere?

È una bella domanda, perché rivela
sia il tuo interesse per qualcosa,
sia il tuo modo di procedere
per ottenere quella cosa.

Quanto conviene impegnarsi?
Sino a che punto?

Consideriamo questo argomento in inglese:
possiamo scoprire qualcosa di interessante…

 

COME SI DICE IN INGLESE?

In inglese, “quanto lo vuoi davvero?”,
si può tradurre con la frase
“how bad do you want it?”

È interessante, perché in inglese
c’è un concetto in più, che manca
nella traduzione in italiano.

Probabilmente sai già che “bad”,
in inglese, vuol dire “cattivo”, a grandi linee:
e anche “non piacevole, sbagliato, fastidioso”.

Se ti chiedo, in italiano,
“quanto lo vuoi davvero?”,
è come se ti chiedessi:

“Su una scala da 0 a 100,
dove 100 è il modo più comodo
e 0 è il modo più difficile,
quanto lo vuoi davvero?”

… e tu per rispondermi valuti:
se la tua valutazione arriva a zero,
molli il colpo. Non vuoi più la cosa.

Non vuoi faticare per avere qualcosa.

Se poi, per avere la cosa,
devi andare sotto zero,
nella zona scomoda, difficile,
non piacevole, sbagliata, fastidiosa,
allora proprio non ci vai.

Sotto zero, no. Mai.

Ma in inglese, la domanda si pone
in modo diverso.

 

UN ALTRO MODO DI AFFRONTARE LA VITA

In inglese il concetto è proprio questo.

“How bad do you want it?”

cioè: “Sino a che punto di «bad»
sei disposto a volere quella cosa?”

… implica un approccio tenace:
dice subito che sarà difficile,
che sarà “bad”,
non è la scala da 0 a 100,
dove a 100 tutto fila liscio…

… dice subito che sarà “bad”,
difficile, sporco, e duro,
e sarà sotto zero: garantito.

Tu, quanto sei disposto a immergerti
sotto zero, nella zona scomoda,
pur di conquistare il risultato che sogni?

… in inglese si parte dal concetto
che per volere qualcosa dovrai impegnarti:
sarà difficile, scomodo, non piacevole.
A volte ti sembrerà di esserti cacciato
in un compito sbagliato. Troppo fastidioso.

Dovrai sopportare molte difficoltà
per riuscire.

“how bad?” cioè quante difficoltà vere,
sei disposto a sopportare,
pur di conquistare quel che vuoi?

 

UNA QUESTIONE DI MENTALITÀ

Capisci che è un’altra mentalità?

In italiano, il concetto di fondo è
“Sì, lo voglio MA … senza fatica.”

In inglese, il concetto di fondo è
“Sì, lo voglio E … mi impegno.”

Impegnarsi è difficile:
lo sappiamo.

Lo sa anche chi parla inglese.
E infatti arriva subito al punto, e chiede:

“Quanto sei disposto a impegnarti?
Quanto a fondo? Quanto sul serio?”

Senza girarci intorno, si arriva al punto.

Prendi in considerazione questa mentalità,
che io definisco “sanamente aggressiva”,
cioè tenendo conto della radice
della parola “aggressivo”…

 

ANDARE INCONTRO PER POTER VIVERE

Sapevi che “aggressivo” e “gradevole”
hanno la stessa radice, che viene dal latino
“gradus”, e che troviamo anche in “gradino” ?

“gradus” vuol dire “una parte di qualcosa”,
e “aggredire” contiene il suffisso “ad”,
che indica direzione…

… quindi, “aggredire” è procedere
un passo alla volta, nella direzione dell’obiettivo.

Un passo alla volta, si fanno le cose.
Un gradino alla volta, si sale.

E quando il cammino diventa difficile,
ci si impegna di più.

“aggredire” significa proprio
“andare incontro”, “metterci impegno”,
“voler fare qualcosa ed essere disposti a farlo,
non importa quanto difficile sia”

:-)

Abbiamo trovato un punto di contatto
tra l’inglese e il latino:

è un concetto che gli antichi abitanti dell’Italia
avevano, duemila anni fa,
e che oggi è rimasto in altre culture,
quelle che (a torto o a ragione) prevalgono.

Il punto è che per ottenere un risultato,
bisogna andare incontro alla situazione,
anche se è scomoda, difficile, “bad”.

Al di là delle culture, della storia,
e della politica attuali, il concetto
è sempre valido:

se vuoi qualcosa, devi volerlo.

Se lo vuoi davvero, ti impegni,
senza temere le scomodità.

 

E QUANDO TI MANCA
LA FORZA PER IMPEGNARTI?

Le cose diventano complicate
quando ti percepisci debole:
hai capito che ti conviene fare qualcosa,
ma non agisci perché
non riesci a concentrarti.

In quei casi, come risolvi il problema?

La soluzione che ti offro
è un APPROCCIO DELICATO,
che usa quel poco di attenzione
che hai, anche nei momenti di debolezza.

So bene che quando sei A TERRA
non riesci a usare la “sana aggressività”.

… anzi: la vita corre,
gli altri ti passano accanto,
non ti vedono nemmeno,
non ti chiedono come stai,
ti superano,
prendono il tuo posto,
e tu soffri, e perdi pure
quel poco di serenità che avevi.

È una spirale discendente,
in cui affoghi, che riduce la tua energia.

Ripeto: in QUEI casi, quando hai
poca energia,
quando il problema si ripete e tu
di nuovo fallisci, come ti comporti?

C’è un ottimo rimedio:
si basa su pochi minuti (che hai),
poca energia (che hai),
in direzione del tuo obiettivo (che hai,
anche se è stato “calpestato” mille volte).

È un approccio delicato
ma efficace: a modo suo,
è “sanamente aggressivo”
e ti permette di raggiungere la cosa,
non importa quanto difficile (“bad”)
il cammino possa essere.

Spiego tutto qui.

 

Luminosamente

Il tuo amico e life coach
Mario

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Bepp

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