Quando ti sembra che le cose siano spente, vadano lente, o al contrario, troppo in fretta, perché tu possa afferrarne il senso, e gioirne, sentirle tue, è successo che sei caduto, per un attimo, nel gioco della vita.
Ricorda che è soltanto un gioco: le grandi passioni, le civiltà invincibili, i sogni più intensi, sono soltanto un gioco — bellissimo, certo, appassionante, eccome, da vivere con sincerità, questo assolutamente sì, sempre, e con senso etico — ma tutto ciò è soltanto un gioco.
Quando ti fai prendere dalle pagine del libro che leggi, o dagli abiti che indossi, dagli ordini che impartisci, e da quelli che ricevi, puoi arrivare ad un punto in cui tu credi realmente d’essere il protagonista che indossa quegli abiti: e proprio lì, all’apice della tua convinzione, quando il gioco riesce meglio per il potere d’illuderti che hai realizzato, lì ti perdi, credi d’essere personaggio e dimentichi d’essere autore.
Convinto di ciò, dimentichi che le pagine che leggi sono essenzialmente bianche, e che possono essere riscritte: nei giorni più tristi vedi soltanto il nero dell’inchiostro, e lo credi fisso, immutabile, come una legge scolpita nella pietra, eppure…
Anche le pietre diventano rarefatte: come sabbia, come polvere leggera che il vento spazza via, e sai quando succede? Succede quando nessuno più le pensa compatte, quando ci si concede d’iniziare un altro gioco, sapendo che la vita è gioco, trasformazione continua, e quello che era montagna diventa fondo del mare, gradualmente, per lasciare spazio, e modo, di raccontare altre storie, con altri protagonisti, per altri imperi che sorgono, per nuovi innamorati convinti d’amare come nessuno mai riuscì, prima di loro… Giochi bellissimi, tutti appassionanti, e unici, certamente, eppure soltanto giochi…
Se te lo ricordi, se riesci a correre sapendo che stai correndo o a contemplare sapendo che stai contemplando — se ricordi d’essere nel presente che tu crei — allora la vita ti appassiona, e il tuo quarto d’ora sulla Terra è uno tra i giochi più entusiasmanti che ti concedi viaggiando nel Cosmo: ma se davvero credi d’essere per sempre sulla Terra, e che la Terra sia governata da caporali che bevono caffè, e che il mondo sia soltanto quello, allora ti perdi — in quei casi finisci in giochi insidiosi, come quello dello smarrimento e della tristezza, da cui, per venirne fuori, devi sapere che stai giocando, e devi proprio venirne fuori, prima di rimanere intrappolato, scioccamente, e inutilmente.
Persino nelle giornate più tristi puoi trovare l’uscita che ti riporta al piano della luce, ossia alla consapevolezza, in cui ritrovi la pace interiore, e il senso della vita: l’uscita consiste nel tornare ad essere autore della tua esistenza. Riprendi il contatto con la vita, i progetti, l’azione, e le prospettive di futuro.
Aggiungi pagine nuove, al libro che stai leggendo: inseriscile, se vuoi, anche in mezzo ai capitoli già scritti; usa inchiostri colorati; riconosci (e ringrazia) la perfezione del vivere, e la tristezza svanisce, com’è giusto che sia, perché la tua esistenza nasce dall’Amore, ha bisogno di Verità, e si celebra nella Bellezza.
Alcuni spunti di questo video:
— La forza della vita: come riconoscerla e difenderla
— La gestione del tuo mondo: le basi e la loro evoluzione
— I piccoli piaceri: un contorno, e un’oasi, per la tua esistenza
— Il giusto valore costruttivo delle emozioni umane
— Le migliori prospettive che puoi creare da te
— L’indispensabile perfezionamento che rinnova il tuo essere
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1. Sii te stesso

















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