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lavoro

Il lavoro è sotto il tuo controllo: anche se la propaganda dice il contrario, ossia che il lavoro, secondo la propaganda, sarebbe creato da “qualcuno” (chissà chi) che dovrebbe venire a offrirlo a te, senza che tu faccia niente per meritarlo (chissà perché), la verità è che tu ottieni il lavoro nella misura in cui ti addestri per ottenerlo.

In altre parole: se non ti dài da fare, se non sei eccellente per qualche dote che puoi vendere nel mercato, insomma, se non vali sul piano dello scambio commerciale, allora non trovi lavoro. Nessuno viene a regalarti il lavoro, tanto più se tu sei incompetente: che senso avrebbe offrire lavoro a qualcuno che non sa come gestirlo?

La propaganda inculca l’idea che il lavoro sia qualcosa “donato dall’alto”: il lavoro sarebbe un colpo di fortuna, dunque, secondo la propaganda, e del resto i governi traggono soldi da lotterie e vendita di tabacco (che uccide di cancro di fumatori), questo per far capire quanto etici siano i governi; quanto stiano a cuore, ai governi, le sorti dei cittadini; e quanto siano qualificati, i governi che abbiamo visto sinora, per trattare un argomento come il lavoro.

In questo periodo la propaganda si fa più aspra, e nella sua azione programmata di… “rimbecillimento delle masse”, diffonde, appunto, l’idea del lavoro creato… “magicamente dal nulla”: tale idea rende apatici, perché induce a credere che tu te ne stai lì, senza fare niente, e arriva qualcuno che ti regala il posto di lavoro… Evidentemente si tratta di una sciocchezza.

In realtà, qualsiasi sia il governo, l’epoca, la nazione in cui tu decidi di esistere col tuo corpo fisico, ci sono dei comportamenti che ti favoriscono nel trovare il lavoro adatto a te: in questo video ti segnalo 11 argomenti su cui t’invito a riflettere, appunto per cominciare a capire che il lavoro è una tua creazione, che tu generi e controlli, e che, se vuoi e se ti addestri, conduci in modo che ti porti al successo.

 

 

Nel video ti parlo di questi argomenti:

— L’incredibile, ma logico, atteggiamento da assumere per realizzarsi

— L’indispensabile verifica che devi fare prima di scegliere che lavoro farai

— 2 concetti essenziali per completare la frase “Conosci te stesso”

— Il giusto equilibrio per presentarti al mondo

— L’atteggiamento dei vincenti che offrono il proprio lavoro al mercato

— L’imprenditore con cui, inevitabilmente, ti vieni a confrontare

— I 6 errori che ti impediscono di trovare il lavoro che sogni

— I 6 comportamenti corretti per creare il lavoro che sogni

 

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Arte o calcolo, cosa scegli per vivere?Viviamo in una civiltà che, da qualche migliaio di anni, ha distinto le attività creative e divertenti da quelle di routine e serie: grosso modo, da una parte ci sono la pittura, la scultura, la musica, la danza, la poesia, e da un’altra parte ci sono la ragioneria, i mestieri, il lavoro, le tecniche.

Persino nella vita privata manteniamo tale fondamentale distinzione: da una parte abbiamo il tempo libero, gli hobby, la cura di noi stessi, il life coaching, gli appuntamenti galanti… Da un’altra parte abbiamo la vita ufficiale, quella degli impegni di lavoro, delle bollette da pagare, e della routine famigliare.

Possibile che si debba essere soltanto in un modo, oppure soltanto nell’altro?
Certo che no, non si deve essere o tutti creativi, o tutti inquadrati.

Anzi, è vero il contrario: le persone realizzate combinano creatività e metodo.

Considera un imprenditore di successo: parte da un’ispirazione, una sfida, qualcosa di fantasioso… e poi agisce con metodo, risolvendo i problemi pratici uno dopo l’altro, nella giusta sequenza.

Considera la vita di un artista: punta a mettersi in contatto con i “Piani Superiori dell’Ispirazione”, il che fa pensare a qualcosa di molto astratto… e poi, ogni giorno, si allena per almeno 6, o anche 8 ore, nella sua disciplina artistica.

Questi sono esempi che puoi verificare facilmente da te: le persone riuscite, soddisfatte del modo in cui conducono le loro esistenze, sanno essere leggere, ispirate dalla fantasia, e, al tempo stesso, si calano nella materia e ottengono risultati pratici, misurabili, e vendibili.

Tienilo a mente, se ti capita ogni tanto di lamentarti perché ti pare di avere troppo la testa tra le nuvole, oppure, all’opposto, se ti pare di essere troppo immerso nei problemi di tutti i giorni: in quei casi, ciò che ti serve NON è perdere la leggerezza o allontanarti dagli impegni, ma integrare l’altra parte che ti manca.

Per intenderci: se ti accorgi di essere troppo perso nei tuoi sogni ad occhi aperti, non devi smettere di sognare… Al contrario, devi sognare di più, e precisamente devi visualizzare un modo, anche fantasioso, ma pratico, per dare uno sbocco concreto, socialmente riconosciuto, al tuo fantasticare.

Se, invece, ti senti troppo immerso nella materia, devi immergerti ancora di più ma a una condizione: immergerti nella materia per introdurre in essa il sogno, l’innovazione, affinché il mondo fisico si possa accendere, dall’interno, di nuova, luminosa vitalità.

Per realizzarti nella vita devi essere abile sia sul versante creativo, sia sul versante logico: cura la tua formazione in modo che sia completa. Non accontentarti di interpretare il cliché dell’artista incompreso, che non sa vendere le sue opere, e non impersonare nemmeno il cliché opposto, quello del lavoratore senza ambizioni, che procede come un robot dalla culla alla bara.

Ognuno di noi può potenziare la sua creatività, e il suo senso pratico.

 

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Il lavoro è importante perché è la principale attività che fa sentire utili, e che, quindi, sintetizza il valore che esprimiamo: ma, purtroppo, poche persone comprendono questa essenziale verità, e credono che il lavoro sia il modo per procurarsi il denaro per vivere.

Esistono tanti lavori, e tanti lavoratori, eppure la soddisfazione, in genere, è scarsa; il lavoro non produce tutti i soldi desiderati; e per sentirsi soddisfatti i lavoratori si dedicano ad altro, durante il tempo libero. Questo dimostra che il motivo principale per cui si accetta un lavoro non dev’essere il guadagno, se si tiene, davvero, alla qualità della vita.

Per uscire dalla contraddizione del lavorare per guadagnare, quando invece conviene lavorare per provare soddisfazione, perché il guadagno è una conseguenza dell’essere soddisfatti (chi è soddisfatto rende un servizio migliore, e quindi viene pagato di più, e più volentieri), ti consiglio di svolgere la tua occupazione ideale: se non la conosci, ecco per te un semplice esercizio che, con appena 5 domande, ti orienta verso l’attività più adatta alle tue caratteristiche.

 

 

Alcuni degli argomenti principali di questo video:

— Come riconoscere l’occupazione che siamo portati a svolgere

— Il confronto con gli altri che ti aiuta a capire qual è il tuo lavoro ideale

— Come usare la stanchezza per capire quale dovrebbe essere il tuo lavoro

— In che modo la tua inclinazione allo studio rivela la tua professione più adatta

— La risposta illuminante che ti porta a scoprire il tuo lavoro ideale

 

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Successo e giovani: la giusta prospettivaSe hai circa 25 anni, o anche meno: diciamo 20, o 15, può darsi benissimo che tu abbia già provato ad entrare nel mondo degli adulti e che non ci sei riuscito.

Come ti comporti, allora?
Ti disperi per i tuoi fallimenti?

Non ha senso disperarsi per gli errori: e adesso ti spiego perché.

Le decisioni che prendi a proposito dei tuoi fallimenti condizionano il resto della tua vita: che ne diresti di sapere qualcosa, a proposito del successo, prima di disperarti per i tuoi dolorosi fallimenti?

Capita a tutti di fallire: una bocciatura, un tradimento in amore, una forte delusione… Adesso bruciano, certo, ma che cosa vuoi che siano, nel lungo termine della tua esistenza?

Tu credi che non ti assumono, quando hai 40 anni, perché a 15 anni ti hanno bocciato?
Sciocchezze: ad un colloquio di lavoro conta la tua personalità, mica il conteggio degli anni di studio.

Considera l’amore: pensi che quando finalmente starai insieme alla persona giusta avrà importanza quel cretinetto, o quella cretinetta, che ti ha lasciato ora? Non ci penserai più, e il nuovo amore ti porterà in uno stato di gioia superiore e molto più consistente.

Lo stesso vale per ogni fallimento: non contano nulla i fallimenti, quando tu rimani concentrato sulla tua decisione di arrivare al successo che sogni.

Tutti i dolori e le preoccupazioni che provi da giovane, non significano più nulla, quando arrivi a 40, o 50 anni, e anche più: ci ripensi, ti ricordi cos’è successo quand’eri giovane, ma a quel punto non ti coinvolgono più… Ti sembra quasi che siano successe ad un altro, quelle esperienze difficili.

E allora, metti il successo nella giusta prospettiva sin da giovane: anziché sprecare energie nel dolore, facendo scendere la tua autostima, butta via tutto lo stress e punta soltanto a rinnovare il tuo impegno.

Comincia col considerare questo: per arrivare al successo devi fare dei tentativi. E facendo tentativi, come dice la parola stessa, si sbaglia: sono “tentativi”, appunto, non sono “certezze”.

Questa regola vale in amore, al lavoro, nello sport, in qualsiasi attività: prima devi addestrarti, poi ci provi, poi vieni sconfitto, impari la lezione, ti addestri meglio, ci riprovi, vai un po’ meglio ma non è sufficiente, ci riprovi, altre verifiche, altri passi avanti, altre considerazioni, e così via… È normale procedere un po’ bene e un po’ male: fa parte del processo di crescita.

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