Mariangela, la donna “kattiva” che non sapeva vivere

 

Ti voglio raccontare la storia di Mariangela,
in apparenza perfetta donna in carriera.

A scuola andava piuttosto bene, e così
continuò a studiare, sebbene provenisse
da una famiglia molto modesta, in cui
si pensava che il futuro di Mariangela
sarebbe stato tutto nel matrimonio,
e che, di conseguenza, non le sarebbe
servito un titolo di studio.

Invece Mariangela si impuntò e si iscrisse
ad una scuola per ragionieri, poi prese
una specializzazione nella gestione
delle buste paga, e si creò un profilo
professionale di tutto rispetto, che
poteva “spendere” bene nel mercato.

A 28 anni aveva una decina di anni
di carriera alle spalle e si sentiva
pienamente soddisfatta perché
l’aveva costruita lei, impuntandosi.

Comprensibile.

Quel che risulta meno corretto
è il “ragionamento” che Mariangela
fece, a proposito dell’impuntarsi:
si convinse che impuntarsi ogni volta,
per qualsiasi argomento, “a muso duro”,
fosse IL modo di relazionare.

Ovviamente non è così…
… ma in apparenza l’aggressività
di Mariangela funzionava.

Diventò inutilmente aggressiva sempre:
anche quando c’era da esprimere
un parere, nel suo tono c’erano
irritazione, risentimento, insofferenza.

Molti preferivano non discutere con lei,
e così Mariangela otteneva il “via libera”.

Il che la convinceva ancora di più
che bisogna sempre essere “aggressivi”.

Tutto della sua personalità esprimeva
aggressività: i colori scuri degli abiti,
il trucco pesante e cupo, i modi bruschi,
un’auto “cattiva” veloce e indomabile,
un atteggiamento cinico, pungente,
da donna vissuta che sa cosa fare..

… a Mariangela sembrava di essere
una “montagna” che cresce:
da bambina aveva sempre avuto
l’impressione di essere trascurata,
invisibile quasi… Poi quando iniziò
a impuntarsi, la notarono, in casa.

Man mano che insisteva per affermarsi,
tanto più veniva notata.

Come una montagna, appunto,
che si nota anche da lontano,
per via della sua poderosa altezza…

… a me, invece, quando la conobbi,
Mariangela diede l’impressione
di essere un iceberg, piuttosto
che una montagna…

In che senso?

Nel senso che quel che vediamo
di un iceberg è meno di un decimo
della sua intera massa, che si trova
immersa, sott’acqua.

Mariangela, per come mi appariva,
per poter “elevarsi” con il suo tono
aggressivo, accumulava una grossa
massa di emozioni negative,
nascoste sotto la superficie…

Da lontano, sembrava una che sa
come imporsi e che ottiene
quello che vuole…

… da vicino, notavo in lei
frustrazione, imbarazzo,
perenne senso di inadeguatezza,
stress, la convinzione di venire
rifiutata, umiliata, ignorata,
invidia, disagio, dubbi, dolore,
tantissimo dolore mai confessato,
persino noia, di “dover” continuare
ad essere il personaggio “kattivo”…

Per dirla con una sola parola,
Mariangela aveva paura.

Da bambina aveva paura di essere
abbandonata, e quella paura
non l’aveva ancora superata.

Così, si era costruita tutta una serie
di atteggiamenti che tenevano
nascoste le emozioni negative,
proprio come un iceberg mostra
appena un decimo della sua massa…

Il problema era che il “personaggio”
che aveva inventato non funzionava:
non puoi vivere pretendendo che
la paura non esiste.

Mariangela era sempre sola,
e un velo di tristezza la velava:
il problema era che non aveva
fiducia in sé, perché lei era la prima
a sapere di essere… un iceberg!

Era un iceberg perché nascondeva
la quasi totalità delle sue emozioni,
era un iceberg perché si presentava
“gelida”, “di ghiaccio”, … curioso,
vero, come le parole che usiamo
per descrivere il carattere siano
davvero appropriate, nelle metafore? :-)

Mariangela non è la sola persona
che vive dietro una facciata
costruita a causa della paura.

E’ più facile nascondersi,
che uscire allo scoperto.

Ma, vedi, c’è un problema:
le emozioni negative vanno in ebollizione,
non sono di ghiaccio…

… e nel corso degli anni creano malessere:
per restare nella metafora del ghiaccio,
ti dico che Mariangela, a 41 anni,
non era più così sicura di sé come a 28.

A 28 il “ghiaccio della facciata” teneva,
ma a 41, con le emozioni negative che
bollivano come un vulcano sotterraneo,
il “ghiaccio della facciata” iniziava
a sciogliersi, e Mariangela si sentiva perduta…

Di nuovo, la sensazione di abbandono.

Ma, questa volta, era lei, l’artefice
del suo destino: era lei che aveva creato
il personaggio della “donna kattiva”,
che va tanto di moda… e quel personaggio
si stava disfacendo…

Ho voluto parlarti di Mariangela perché
la sua storia somiglia alla storia
di tante altre persone, che fingono
di essere come in realtà non sono,
e il motivo è uno solo: la paura.

La paura di non essere abbastanza abili.

Bisogna affrontare e risolvere, la paura.

Se anche per te la paura è un grosso ostacolo,
devi trasformarla in potere: la carica
che contiene deve diventare… “carburante”
per alimentare il tuo sano progetto.

La risposta all’aver paura NON è
costruirsi una facciata, come fece Mariangela:
la risposta è costruire una solida autostima,
dentro di sé.

Prima di tutto devi stare bene dentro di te:
non importa cosa dicono gli altri,
se tu non sei arrivato a stare bene
a proposito di quello che tu dici di te…

Bisogna eliminare la paura per evitare
di sentirsi sempre in lotta con il mondo,
per poi scoprire che la lotta non esiste,
se non sei tu quello che la inventa
e che la combatte… Mariangela capì questo
a 41 anni, quando si accorse che
non era vero che il mondo fosse tutto ostile
e che lei doveva sempre difendersi…

… aveva costruito lei, quella percezione:
da quando era bambina, da quando iniziò
a rimuginare con risentimento, perché
i suoi genitori le avevano negato qualcosa…

… a torto o a ragione, l’episodio doveva
essere dimenticato, ma Mariangela lo aveva
conservato nella sua memoria, ci aveva
pensato così tanto che l’aveva ingigantito,
e, alla fine, il “gigante del risentimento”
le aveva fatto… paura.

Detto così, si capisce che l’atteggiamento
di Mariangela fu assurdo… Ma quando
la paura è tanta, non si ragiona.

Ecco perché devi risolvere la paura:
se non la risolvi, vedi il mondo in modo
distorto, e inventi mille scuse perché
vuoi convincere te stesso che tutto
sia brutto e contro di te… Attenzione:
un simile atteggiamento ti rovina.

Perciò, affronta e risolvi la paura,
per aprire la strada al tuo successo:
questo ti orienta nella vita.

Io posso farti capire rapidamente
come funziona la paura e come
la si disinnesca: quando conosci anche tu
i metodi che ti posso insegnare,
smetti di commettere gli errori di Mariangela.

Ho scritto una pagina che spiega bene
cosa posso fare io per te, per tirarti fuori
dalla paura che ti blocca. Leggi qui.

 

Luminosamente

Il tuo amico e life coach
Mario

 

 

.

About The Author

Mario

Mi occupo di miglioramento personale: visita il mio sito "Come La Vita Quando Ti Sorride" e scarica gratis i miei regali per cominciare da subito ad essere più felice, con le idee più chiare, e una meta radiosa davanti a te.

Aggiungi un commento...

Leave A Response

* Denotes Required Field